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Lozzo di Cadore/Loze

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Cenni storici

Gli studiosi sono ancora discordi sull'etimologia del nome di Lozzo.
Giuseppe Ciani (Domegge 1793 - Vittorio Veneto 1867) la ritiene dovuta a Lucius, che dice "prenome" d'un romano, o centurione o tribuno di soldati o procuratore del principe, che sul colle sovrastante al moderno villaggio - stabilì la propria dimora". 

A sostegno della sua tesi, lo storico asserisce che al suo tempo si vedevano ancora "su quel colle i ruderi di una torre", e, a provare che vi fossero ancora delle "case abitate intorno al mille" accenna a una scrittura del 1234, in cui si legge: "In praesentia Warnerii de Colle de Lucia et Arduichi de eadem villa...".
V'è chi vede nel nome la stessa radice della parola "luce", alludendo ai segnali luminosi che, in epoche remote, si sarebbero fatti in certi punti della vallata, quali avvisi d'allarme all'apparire degli invasori.
Antonio Ronzon (Vigo 1848 -Lodi 1905) attribuisce al nome di Lozzo la stessa etimologia di Lutetia, l'odierna Parigi, dicendo che deriva da "luteum", luogo paludoso.

E non è esclusa una quarta possibilità che il nome derivi da "lucus", bosco.
Sull'entità e importanza dei rinvenimenti avvenuti a Lozzo nella seconda metà del secolo scorso, il professore Giovan Battista Pellegrini dell'Università di Padova così si esprime in un articolo intitolato "Il Cadore nel periodo preromano e romano", apparso nella, rivista "Dolomiti" del giugno 1980: "Uno dei centri I "protostorici più importanti è costituito da Lozzo, ove fin dal 1852, nel podere Baldovin, in Cima alla Riva de Brodevin, vennero alla luce vari reperti di tombe e di ossari contenenti ossa combuste, elmi di ferro, spade, fibule e monete romane; assai antichi sono pure i ritrovamenti del 1871 e del 1881 quando, a N-E del capoluogo si individuarono numerose tombe a strati sovrapposti, preromano quello inferiore, romano il superiore, e vari oggetti di bronzo e di ferro oltre al pezzo più prezioso, e cioè un cippo funerario di ardesia, analogo a quello di Pozzale (pure disperso) con iscrizione venetica integra su due righe e con l'indicazione del nome individuale, del patronimico e di un probabile elemento lessicale del formulario in abbreviazione... 
 
Altri oggetti preromani sono stati rinvenuti a Lozzo nel 1881, a Piazza della Croce e sul Colle di Tamber, unitamente ad un denaro della famiglia  Baebia (Il sec. a. C.) e a mura di una probabile torre romana". Qualunque sia l'origine del suo nome, Lozzo è paese antico e tale è ritenuto.
Dette scoperte fanno pensare all'importanza militare delle locali vie di comunicazione e all'esistenza di un popolo, assai prima che un qualunque presidio vi fosse stabilito a difesa. 

Il clima, meno rigido qui che altrove, la fertilità del terreno e la bontà e ricchezza delle acque devono avere insieme contribuito a far sì che i primi abitanti preferissero questo ad altri luoghi del Cadore.

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