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Lozzo di Cadore/Loze

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Istituto Ladin de la Dolomites

"ISTITUTO LADIN DE LA DOLIMITES"

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Chi siamo

L'Istituto Ladin de la Dolomites è un'associazione culturale che, oltre all'Amministrazione provinciale, coinvolge gli enti locali e le unioni ladine di 34 comuni dell'alto Bellunese, appartenenti all'Agordino, Cadore, Comelico e Zoldo.

L'Istituto è rappresentato dal Presidente del C.d.a. ed è articolato in una Commissione scientifica, un Direttore, responsabile delle attività, alcuni sportelli dislocati sul territorio. La composizione dei suoi organi collegiali, Consiglio di amministrazione e Commissione scientifica, rispecchia lo schema di accorpamento dei Comuni adottato per l'organizzazione delle Unioni Montane.

L'Istituto è editore di un periodico bilingue (Ladin!), nonché di opere librarie ed audiovisive. Inoltre produce trasmissioni radiotelevisive, indice un concorso musicale (Ladincantando!), organizza corsi di formazione, fornisce servizi di consulenza linguistica e personale agli sportelli linguistici ladini. In Internet è presente con un proprio sito (www.istitutoladino.it

Presso la sede, è aperta al pubblico una biblioteca con oltre 2000 titoli, altamente specializzata in lingua, cultura, folklore, storia e geografia dei paesi ladini.

Chi che son

L Istituto Ladin de la Dolomites é na associazion de cultura che ciapa inze la Provinzia e n pi anche i ente del luogo e le union ladine de 34 comun de le valade de l auta provinzia de Belun, dal Agordin al Cadore e dal Comelego fin n Zoldo.

L lstituto à n Consilio de Aministrazion co n Presidente che lo rapresenta, na Comission Sientifica, n Diretor che tende al laoro e calche sportel de le valade. I consiliere del Consilio de Aministrazion e chi che fei parte de la Comission Sientifica é nominade, un o pi de un por val, come che vien fato por le Union dei Comun.

L Istituto stanpa n giornal por talian e ladin (Ladin!), libre e DVD. L produse programe por la aradio e la television, n concorso de musica (Ladincantando!), l fei scola de cultura e parlada ladina, l nzarza via chi che laora dei sportiei de lenga ladina che  dà na man a fei traduzion e autre laore por ladin. N Internet l à l sò sito, (www.istitutoladino.it). Dei ofizie a  Borcia, é anche na biblioteca verta a dute, con passa 2000 libre, giornai, CD e DVD che trata de lenga, cultura, folklor, storia e giografia dei paese ladis.

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Dove siamo e come contattarci

 La sede dell'Istituto Ladin de la Dolomites si trova a Borca di Cadore, al primo piano del palazzo dell'Unione Montana della Valle del Boite.

Gli uffici dell'Istituto sono ripartiti in “Direzione”, “Amministrazione”, “Biblioteca”.

Orario di apertura al pubblico:

  • lunedì: 9:30 – 12:30
  • martedì: 9:30 – 12:30 e 14:00 – 15:00
  • mercoledì: 9:30 – 12:30
  • giovedì: 9:30 – 12:30 e 14:00 – 15:00
  • venerdì: 9:00 – 13:00

 Indirizzi e numeri:

 

Biblioteca dell'Istituto Ladin de la Dolomites:

La Biblioteca dell'Istituto Ladin de la Dolomites, con apposita sala di lettura, è allestita presso la sede in Borca di Cadore. Per ulteriori informazioni

http://www.istitutoladino.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5

 

Agnó che son e come ciatane

L Istituto Ladin de la Dolomites é a Borcia, n Cadore, al primo pian de la ciasa de l Union dei Comun de la Val del Boite.

L Istituto à tre ofizie: “Direzion”, “Aministrazion” e “Biblioteca”.

I ofizie é verte:

  • lune: 9:30 – 12:30
  • marte: 9:30 – 12:30 e 14:00 – 15:00
  • mercui: 9:30 – 12:30
  • duoiba: 9:30 – 12:30 e 14:00 – 15:00
  • vendre: 9:00 – 13:00

 

Direzios e numere:

La Biblioteca del Istituto Ladin de la Dolomites

La Biblioteca del Istituto e la stanza por liede é a Borcia agnó che é i ofizie.

Por savé algo de pi

http://www.istitutoladino.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5

 

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La legge n. 482 del 15 dicembre 1999

 La legge n. 482 del 1999 è la norma dello Stato che dà attuazione al principio di tutela delle minoranze linguistiche sancito dall'Art. 6 della Costituzione, riconoscendo ufficialmente un determinato novero di gruppi etno-linguistici, detti “storici”, vale a dire storicamente radicati in Italia. Essa consente l'utilizzo delle rispettive lingue, accanto all'italiano, nell'ambito della pubblica amministrazione, della scuola e dei media.

Per quanto attiene alla pubblica amministrazione, in base alle previsioni della 482/99, di anno in anno, vengono finanziati progetti attinenti a diverse tipologie di interventi: sportelli linguistici, corsi di formazione per dipendenti, attività culturali di promozione della lingua, toponomastica.

I progetti sostenuti dalla 482/99 in campo scolastico seguono un proprio specifico canale di finanziamento, che si svolge nell'ambito delle istituzioni preposte all'istruzione pubblica.
Attualmente non hanno ancora avuto realizzazione le previsioni relative all'uso delle lingue minoritarie nella televisione e radio pubblica a servizio della Ladinia Bellunese.

  

La lege n. 482 del 15 de dezenbre del 1999

La n. 482 del 1999 é la lege del Stato Talian che à fato valé l prinzipio de rencurià le minoranze de parlada menzionade dal Art. 6 de la Costituzion e por la prima ota à legitimou alcuante muce de dente, che la à ciamou “gruppi etno-linguistici storici”, che se à inciasou n Italia dal vecio n su. N grazia de sta lege, n pi del talian, se pó dorà le parlade de minoranza inze dei ofizie de la publica aministrazion, a scola, su poi giornai, por aradio e por television.

Por la publica aministrazion, davoi de chel che dis la 482/99, an por an vien betude schei por fei alcuante progete: sportiei, scola de formazion por chi che laora dei ofizie de la publica aministrazion, laore por rencurià e portà ndavante la parlada, toponomastica.

I progete che la 482/99 paga a le scole nveze i và por conto sò e i vien betude do da chi che laora por la scola publica.

Al dì de ncuoi, n provinzia de Belun, por la parlada ladina e chela sapadina no é stade ncora betude n òra i programe por l aradio e por la television, conforme chel che digarae la lege.

 

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Le minoranze linguistiche nella provincia di Belluno

 Gran parte delle Dolomiti, la porzione orientale e meridionale, risulta compresa nell'ambito dei confini amministrativi della Provincia di Belluno, tanto che interamente dolomitica ne è la parte superiore. Questo territorio, dove, nel corso dei secoli, sono entrate in contatto popolazioni e culture di diversa provenienza, è area in cui ancor oggi, accanto all'italiano, sono d'uso comune parlate arcaiche, quali il ladino ed il sappadino.

Nell'alto Bellunese il ladino (lad. ladin) è di due varietà principali: il ladino di tipo cadorino, parlato nell'Oltrechiusa, nel Cadore centrale, in Comelico e in Ampezzo; il ladino di tipo atesino, parlato nell'alto Agordino. Una terza varietà, detta “ladino-veneto”, poiché si caratterizza per un maggior influsso da parte delle parlate venete, è diffusa nell'Agordino centro-meridionale e nella Valle di Zoldo.

In Alpago, nel basso Bellunese, pur essendo da tempo caduta in oblio la lingua, viene conservata e valorizzata l'identità “cimbra” di alcune località fondate da boscaioli ed artigiani germanofoni provenienti dall'altopiano di Asiago, ai primi dell'Ottocento.

 

Le minoranze de parlada n provinzia de Belun

 La pi parte de le Dolomite, chela a bonora e chela a medodì, é serada inze dei confis de la Provinzia de Belun, tanto che de la provinzia da medo n su é duto crode. La dente che vive n cheste tere, agnó che por secui é ruade omen e culture da diverse luoghe, ncora ncuoi, apede l talian, dora dute i dis parlade stradelà de vece, come l ladin e l sapadin.

L ladin (tal. ladino) che vien parlou de la parte pi auta de la Provinzia de Belun é de doe sorte: chel “cadorin”, dorou n Oltreciusa, n Cadore de Medo, n Comelego e n Anpezo, e chel “atesin”, che vien parlou dai fodome, da chi da Col e chi da La Rocia. N autra parlada, ciamada “ladin-veneto” porcè che la à tolesto su massa da le parlade de la bassa, é chela dorada n Agordin de Medo e de Sote e via por Zoldo.

Do por l Alpago, de la parte bassa de la provinzia de Belun, anche se oramai no se dora pi la parlada, i varda de tegnì senpro da conto de l identità “zinbra” de alcuante paese nassude cuanche é ruade là a stà nos-cè boschiere e artigiane, vegnude da Asiago ai prime del Otozento, che doraa na vecia parlada todessa.

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Ruolo della Provincia nella tutela della minoranza linguistica ladina

 La Provincia di Belluno inserisce, tra i Principi fondamentali del proprio Statuto, la volontà di promuovere lo sviluppo della comunità provinciale nel rispetto della storia, delle tradizioni e delle culture locali, con particolare attenzione alle isole alloglotte germanofone e all'area ladina montana.

Per dare attuazione a tali propositi, dall'agosto 1999, l'Amministrazione provinciale, presso la propria sede, ha attivato un apposito Ufficio Minoranze Linguistiche, centro di riferimento e coordinamento per enti locali ed associazioni private che dal 2007 ospita uno Sportello ladino.

Il Consiglio provinciale di Belluno – con delibera n. 30/244 del 27 ottobre 2001 – ha delimitato l'ambito territoriale delle minoranze linguistiche ladine e germaniche sulla base delle rispettive deliberazioni consiliari dei propri Comuni (successive delibere hanno provveduto ad alcune integrazioni). Ciò in adempimento della legge n. 482 del 1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, che ha affidato ai Consigli provinciali il compito di delimitare l'ambito in cui si applicano le sue disposizioni, sentiti i Comuni interessati.

In particolare, per quanto riguarda la minoranza linguistica ladina, il Consiglio provinciale di Belluno ha poi licenziato (10 aprile 2003) lo schema di Statuto del costituendo Istituto Culturale Ladino, in seguito approvato dai singoli enti ed unioni ladine aderenti. In seno al Consiglio di amministrazione dell'Istituto Ladin de la Dolomites, la Provincia è rappresentata dal proprio Presidente, ovvero da un suo delegato.

Sempre ai sensi della legge n. 482 del 1999, annualmente, l'Amministrazione provinciale, come capofila delle Unioni Montane Agordina, Cadore-Longaronese-Zoldo, Centro Cadore, Comelico-Sappada e Valle del Boite, presenta un progetto unitario, redatto in sinergia con l'Istituto Ladin de la Dolomites, per la partecipazione ai relativi finanziamenti.

 

Chel che fei la Provinzia por rencurià la minoranza de parlada ladina 

Ntrà i articui del sò Laudo, la Provinzia à betù inze che la vó idià a fei cresse la dente, con riguardo de la storia, de le usianze e de la cultura de dute, soralduto dei paese agnó che se parla anche por todesco e por ladin.

Por fei chel che la à betù inze del Laudo, dal mes de agosto del 1999, l Aministrazion de la Provinzia à verto a Belun, agnó che la à dute chiautre ofizie, anche un aposta por le minoranze de parlada; ca i ente del luogo e le associazion de cultura ladina laora dute aduna col sportel verto del 2007, senpro a Belun de la ciasa de la Provinzia.

L Consilio de la provinzia de Belun – co la delibera n. 30/244 del 27 de otobre del 2001 - avea confiniou i paese de minoranza de parlada ladina e todessa, conforme i ate dei Consilie de ogni Comun (pi tarde, a chi ate é stade dontade anche de autre). Sto laoro é stou fato davoi de chel che disc la lege n. 482 del 1999 “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, che à lassou libertà ai Consilie de le provinzie agnó fei valé i so articui, daspò de avé scoltou chel che disiea dute i Comun che avea a ce fei.

Por la minoranza de parlada ladina, l Consilio de la provinzia de Belun à betù por iscrito e votou (ai 10 de aurì del 2003) l Laudo del Istituto Cultural Ladin che l avea chela de bete n pès, e daspò lo à fato votà da dute i ente e le union ladine che avea ntares. Del Consilio de aministrazion de l Istituto Ladin de la Dolomites, por la Provinzia và inze l Presidente, o n consilier mandou al so posto.

Senpro conforme la lege n. 482 del 1999, an por an l Aministrazion de la provinzia, por conto de le zinche Union dei Comun del Agordin, del Cadore-Longaron-Zoldo, del Cadore de Medo, del Comelego-Sapada e de la Val del Boite, la manda a Roma n progeto, betù do apede l Istituto Ladin de la Dolomites, por podé ciapà i schei che vó esse por mandà ndavante dute i so laore.

 

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Storia

 L'Istituto Ladin de la Dolomites è stato ufficialmente costituito il 21 luglio 2003 ed ha iniziato ad operare il 15 dicembre dello stesso anno, con sede legale ed amministrativa in Borca di Cadore e sede secondaria in Selva di Cadore. Si tratta di una associazione non lucrativa, promossa dall'Amministrazione provinciale di Belluno con l'adesione di enti locali, associazioni ed unioni culturali ladine, in attuazione dell'art. 16 della legge n. 482 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" del 15 dicembre 1999, norma con cui lo Stato attribuisce a Regioni e Province la facoltà di creare istituti finalizzati alla tutela delle tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni riconosciute come minoranze linguistiche storiche. La denominazione dell'Istituto in lingua italiana è Istituto Culturale delle Comunità dei Ladini Storici delle Dolomiti Bellunesi.

Il proposito era di coinvolgere i 39 Comuni della Provincia che si sono dichiarati appartenenti alla minoranza linguistica ladina con delibere dei rispettivi Consigli. In seguito i Comuni di Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana, denominatisi “Ladini ex Asburgici”, hanno costituito – mediante un consorzio intercomunale – l'Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan”, che ha sede a Colle Santa Lucia ed al quale è associata anche la comunità di Rocca Pietore.

A seguito dell'attivazione di una rete di Sportelli linguistici ladini, collegati agli enti locali del territorio ed operanti in sinergia con l'Istituto Ladin de la Dolomites, è venuta meno la necessità del mantenimento della sua sede secondaria, che ha cessato di essere operativa sul finire del 2007.

 

Storia

L Istituto Ladin de la Dolomites é stou betù n pès al 21 de luio del 2003 e l à scominziou a laurà ai 15 de dezenbre de chel an, coi ofizie de Direzion e de Aministrazion e n ofizio pi pizol a Selva, senpro n Cadore. É n associazion che no à chela de avé guadagne, betuda su da l Aministrazion de la Provinzia de Belun apede i ente del luogo e le union ladine, davoi de chel che dis l art. 16 de la lege n. 482 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" del 15 de dezenbre del 1999, agnó che l Stato Talian lassa che le Region e le Provinzie posse bete n pès istitute por rencurià le parlade, la cultura e le tradizion de la dente che le à recognossù come minoranza de parlada storica. Por talian, l Istituto à nome “Istituto Culturale delle Comunità dei Ladini Storici delle Dolomiti Bellunesi”.

I avea chela de bete apede dute i 39 Comun de la Provinzia che, co na delibera dei so Consilie, i se à dichiarou de fei parte de la minoranza de parlada ladina. Pi tarde, i tre Comun de Col de Santa Luzia, Anpezo e Fodom, col nome de “Ladini ex Asburgici”, i se à betù nsieme inze de n consorzio e i à verto n autro istituto, l Istitut Cultural Ladin “Cesa de Jan”, che é a Col de Santa Luzia e anche l Comun de La Rocia se à dontou a luore.

N ota che é stade betude n pès alcuante sportiei de lenga ladina, leade ai ente del luogo e che laora dute aduna col Istituto, no é pi stou besuoi de tegnì verto anche l ofizio pi pizol a Selva, che vres la fin del 2007 é stou serou.

 

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